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vera storia dell'uomo plasmon

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la vera storia dell'uomo plasmon


Titolo inglese: the true history of the plasmon man
Anno: 2010
Durata: 52'
Società di produzione: Fabula Film S.r.l

Colore: Color / B&W
Formato: HD
Ratio: 16:9
Lingua originale: italian
Sottotitolo: english
Genere: Biography
Paese di produzione: Italia
Stato lavori: pronto

Nome: simone
Cognome: del grosso
Società: logicfilm
E-mail: simone@logicfilm.com
Sito web: link al sito

Sinossi:
Il forzuto della Plasmon era la presenza più machista degli anni Sessanta, diretto erede dei film 'romani' pieni di colossi e gladiatori, e la sua “mitica” martellata chiudeva tutti i caroselli Plasmon. “L'uomo Plasmon” era Fioravante Palestini, detto "Gabriellino", un metro e novanta per 110 chili, ebbe un momento di celebrità con la pubblicità dei biscotti, diventando una sorta di icona per diverse generazioni. Abbandonati gli sketch girati sulla spiaggia del suo paese, Giulianova (riviera adriatica d'Abruzzo), trascorre un periodo in Germania, dove inizia la sua carriera criminale nel mondo dei night club e delle bische clandestine. Rientrato in Italia si dedica a traffici internazionali per conto della cosca palermitana di Gaspare Mutolo, detto “u’ baruni di Partanna Mondello”, collaboratore di giustizia dal 1993. Il 24 maggio 1983 Palestini viene arrestato dalla polizia egiziana presso il canale di Suez, a bordo del cargo "Alexandros G." in possesso di 250 chili di eroina. Dopo la richiesta di condanna a morte del Pubblico Ministero, viene condannato alla pena di 25 anni nel "Carcere di Punizione per condannati ai lavori forzati" di Abu Zaabal, a 40 chilometri dal Cairo, trascorrendo i primi 18 mesi in isolamento totale. Palestini era l’unico detenuto di nazionalità italiana in Egitto. In quegli stessi anni il giudice Falcone e il pool antimafia scrivevano le storiche pagine dell’istruttoria del maxiprocesso, nella quale Fioravante Palestini viene più volte citato. Nonostante l’interessamento dello stesso Giudice Falcone, il quale, non senza difficoltà, chiese l’estradizione di Palestini, le autorità egiziane rifiutarono per la gravità del reato. Superato l’impatto con la brutale realtà del carcere egiziano, anche grazie alla sua straordinaria forza fisica, egli riesce a guadagnarsi un angolo tutto per sé, assieme al rispetto degli altri detenuti e degli stessi ufficiali; era il solo a poter uscire ogni giorno dalla cella per gli esercizi fisici con manubri e pesi. Nel corso della sua detenzione furono molti i tentativi per permettergli di scontare il resto della pena nel suo Paese, ma un accordo tra Italia ed Egitto in merito all’estradizione dei condannati è stato raggiunto solo in anni recentissimi. Nel 2003 Gabriellino finisce di scontare la sua pena. Oggi è reinserito nella comunità. Vive e lavora nel suo paese natale, circondato dagli affetti più cari: la madre, gli amici d’infanzia, il mare e il pensiero costante della figlia trasferitasi in Messico. Ad accompagnarlo però, ci sono sempre i suoi segreti, i fantasmi di quel passato di cui vorrebbe liberarsi, la difficoltà di tornare ad una vita “normale”.