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Magdalena

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Magdalena


Titolo inglese: Magdalena
Anno: 2009
Durata: 82'
Regista: Alejandro De La Fuente
Autore: Alejandro De La Fuente & Marco Casa
Direttore della fotografia: Paolo Campana & Gabriele Gallaretto
Montatore: Paolo Campana
Musiche: Fabio Barovero
Producer: Alejandro De La Fuente
Società di produzione: Atacama Film
Distribuzione: Atacama Film

Colore: Color
Formato: DIGITAL BETACAM
Ratio: 16:9
Lingua originale: italian and romanian
Sottotitolo: english for international version- italian for italian version
Genere: Docu-fiction
Paese di produzione: Italia
Stato lavori: pronto
Data Uscita: 10-09-2009
Sito web: visita il sito

Nome: Alejandro
Cognome: de la Fuente
Società: Atacama Film
E-mail: a.delafuente@atacamafilm.com
Sito web: link al sito

Sinossi:
In una Torino multietnica, Magdalena Lupu narra le vicende dei suoi connazionali attraverso le pagine di Obiectiv, il giornale degli immigrati romeni. Al Gruppo Abele, da sempre crocevia di migranti, vede il film “Trevico – Torino” di Ettore Scola, nel corso di una serata organizzata da Diego Novelli, coautore della storia. L’amaro ritratto dei meridionali, reclutati dalla Fiat per lavorare alla catena di montaggio, scuote la sua coscienza. Per la giovane giornalista è venuto il momento di tornare ad usare uno strumento che ben conosce, più forte della scrittura, per descrivere i drammi dei più sfortunati che dalla Romania sono giunti in Italia a morire di lavoro. Aiutata dall’ex sindaco, che vede in lei un talento da valorizzare, ottiene una telecamera per raccogliere testimonianze e portare alla luce l’assurda morte di Dani, annegato nelle fogne della città nell’estate 2006. Tenacemente va a fondo nella sua inchiesta, ma la ricerca della verità non è l’unico motivo che la spinge ad andare oltre: nel suo cuore si nasconde un segreto non confessato che presto verrà a galla. Il desiderio di conoscenza la guiderà da Ettore Scola che, col potere delle immagini, le ha indicato la via per andare alla ricerca di se stessa.


Festival:
Questo film si ispira ad un cinema di altri tempi dove le tematiche sociali ed umane erano la sua forza. Penso a certi elementi del cinema di Ettore Scola (“Trevico-Torino”) o di Andrei Wajda (“L’uomo di marmo”) dove la frontiera tra il documentario ed il cinema è quasi invisibile. Il volto della realtà ne diventa protagonista, provocando in noi una sensazione di scomodità: quello che vediamo non è truccato o alterato e lo riconosciamo perché abbiamo gia tentato di ignorarlo nella nostra quotidianità.