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Prima Meta

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La Prima Meta


Titolo inglese: First Try
Anno: 2016
Durata: 76'
Regista: Enza Negroni
Direttore della fotografia: Cimatti Roberto
Montatore: Corrado Iuvara
Musiche: Canali Giorgio
Producer: Giovanna Cane

Colore: Color
Formato: HD
Ratio: 16:9
Lingua originale: italiano
Genere: Docu-Reality & Human Interest
Tema: Multiculturalità & Integrazione - Sport - Storie dal carcere
Paese di produzione: Italia
Stato lavori: pronto
Data Uscita: 01-12-2016
Sito web: visita il sito

Nome: Giovanna
Cognome: Cane
E-mail: giovanncane@gmail.com

Sinossi:
Max, allenatore di rugby, seleziona tre giovani detenuti per la squadra multietnica Giallo Dozza del carcere di Bologna. Con allenamenti estenuanti riesce a trasformare le continue sconfitte delle partite, giocate sempre in casa, nella voglia di riscatto. Nel campo di gioco la vita dei giovani si trasforma e si contrappone alla solitudine e i ritmi lenti delle celle. Crescono insieme alla squadra fino alla vittoria di una partita del campionato di serie C ma una nuova sfida da ancora più grande li attende.


Note:
L’idea del film-documentario nasce da due esigenze: approfondire il processo di inclusione attraverso il rugby di detenuti di diverse nazionalità, in particolare dei più giovani con l’allenatore e il capitano della squadra Giallo Dozza, con la formazione di un tessuto sociale multietnico, come solo il carcere riesce a rappresentare. La seconda esigenza è l’utilizzo della forma documentaristica che permette di raccontare l’esperienza della vita carceraria, senza mediazioni, raccontando il tentativo di emergere da un forte disagio. A fianco della linea narrativa “carceraria”, con le sue implicazioni sociologiche, si sviluppa parallelamente quella sportiva, del gioco con le sue regole, che diventano metafore della vita quotidiana in carcere. L’azione rappresentata tramite lo sforzo, la dinamicità del gioco e degli estenuanti allenamenti, la velocità dei giocatori, con la macchina da presa a mano che corre insieme ai giocatori e diventa il sedicesimo giocatore contrapposto al secondo movimento, con sequenze a camera fissa in osservazione, piani di ascolto, di apprendimento, di riflessione interiore, nella vita quotidiana carceraria.