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FURIA


Titolo inglese: FURIA
Anno: 2016
Durata: 73'
Regista: Marcello Vai
Direttore della fotografia: Alessandro Metere
Montatore: Stefano Cravero
Musiche: Massera Loris & Giorgio Negro
Producer: Marcello Vai & Stefano Ceccon
Società di produzione: Films Moebius

Colore: Color / B&W
Formato: 35 mm
Ratio: 16:9
Lingua originale: italiano
Sottotitolo: inglese
Genere: Biography & Docu-fiction
Tema: Emarginazione sociale - On the road - Sport
Paese di produzione: Italia
Stato lavori: pronto
Data Uscita: 25-04-2017

Nome: Marcello
Cognome: Vai
Società: Moebius Films
E-mail: moebiusfilms@gmail.com

Sinossi:
Fulvio vive in montagna fin da bambino, con le bestie, lo sterco e il profumo dei fiori, il tempo che non passa mai. Perde due madri a dodici anni. Affidato agli zii cresce in un ambiente violento dove il sole sorge e tramonta davanti ai suoi occhi senza che se ne accorga. Vent'anni dopo, sconfitti i demoni del passato, vuole camminare con le sue gambe, andare in montagna, correrci sopra. Se ha smesso con la droga e l'alcool può fare tutto, è la testa che conta. E allora può sfidare se stesso: partecipare alla gara di endurance trail più massacrante al mondo: il tor des Géant.


Note:
Con questo film, che ho chiamato Furia, ho voluto aprire, piano piano, una porta sui suoi ricordi, senza disturbarlo, lasciandolo libero di rivivere i momenti peggiori così come quelli esaltanti, di nascondere le sue emozioni o di sfogarle.
Una testimonianza toccante che inizia quand’era bambino e prosegue ordinata, pacata, quasi a voler contrastare gli alti e bassi della sua esistenza, delle alte montagne e del fondo valle.
Per l’universalità che riconosco in questa storia, nella ricostruzione filmica, ho scelto di dare un significato alle ombre, quelle vere, quasi fantasmi che, all’improvviso, lui sembra vedere. Ombre che rappresentano le sue paure, ma anche simbolo di una realtà rarefatta dal tempo passato, da verità che non esistono, da rimpianti che scompaiono.


Festival:
With this film, which I called “Fury”, I wanted to slowly open a door on his memories, without bothering him, but letting him free of living again the best and the worst moments of his life, to hide or to release his emotions.
A touching story that begins when he was a child and keeps going slowly, orderly, almost as to flatten the highs and the lows of his “furious” existence.
In the film, because I recognized the universal value of this story, I chose to give a meaning to the dark shadows, the real ones, almost ghosts that only he seems to be able to see. Shadows that represent his fear but that also become the symbol of the rarefied reality of the past, of the truth that doesn't exist and of the regrets that slowly vanish.