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FILMS

Alzheimer in love


Titolo inglese: Alzheimer in love
Anno: 2017
Durata: 82'
Regista: Marie Nurra
Autore: Barbara Simone Roberti
Direttore della fotografia: Marie Nurra
Montatore: Marie Nurra
Musiche: Alton.D Terry
Producer: Barbara Simone Roberti
Società di produzione: A' bout de film

Colore: Color / B&W
Formato: 35 mm
Ratio: 16:9
Lingua originale: italiano
Sottotitolo: inglese, francese, italiano
Genere: Docu-Reality
Tema: Amore & Relazioni - Disagio psichico
Paese di produzione: Italia
Stato lavori: pronto
Data Uscita: 10-05-2017

Nome: Barbara
Cognome: Simone Roberti
Società: A' bout de film srl
E-mail: barbarasimoneroberti@aboutdefilm.com
Sito web: link al sito

Sinossi:
Dentro le mura di “Villa Grazia” Santina, Pietro, Carmen, Brick, Quirino e gli altri, vivono fuori dal tempo che scorre. Alzheimer in love varca la porta della clinica per raccontare la loro storia. I piedi di Quirino strusciano al suolo nel corridoio del quarto piano .“75, 76, 77, 78, 79” concentrata su un giornale, Santina conta ognuno di questi brandelli. Tutto questo iniziò dopo la morte del marito. In un tempo brevissimo è sopraggiunta la diagnosi dell’Alzheimer. Ma oggi ci dice che Camillo sta molto bene “mo arriva sta a lavora”. Ma che succederebbe se l'infermiere di Villa Grazia si trasformasse in Camillo? Quirino ha smesso di camminare nel corridoio ed è giunto il momento di lamentarsi “dov'è mia moglie? No perché se vede un altro uomo le tolgo la pensione!”. Pietro, ora impegnato a cantare una canzone con note sconosciute, prova a sedurre instancabilmente Annamaria. È convinto di averla incontrata e di aver ballato con lei tanti anni fa su una spiaggia di Ostia. Ovviamente nessuno ci crede, noi si. Ma importa davvero la verità? Il film segue i personaggi con cautela, senza interruzioni, sono i loro gesti, le loro parole e la loro quotidianità a raccontarli. È l'intento di provare sempre a riprendere la loro verità in tutta la loro complessità con complicità. Sono momenti di un'attesa che non ha fine, di un tempo e di uno spazio a se ma Alzheimer in love sono soprattutto momenti di svago, di canti, di balli, di risate e di un'incredibile autoderisione.


Note:
Alzheimer in love entra nell’intimità dei personaggi, con cautela, per raccontare le loro storie. I pazienti di Villa Grazia rimangono sempre per un breve periodo in clinica. Raccontarli significa quindi avere un tempo limitato per le riprese ma anche un quadro naturale che aiuta a costruire la struttura narrativa. Filmare a porte chiuse, in corridoi illuminati dai neon, in una sala comune dove tutti i giorni si somigliano, dà un sentimento di claustrofobia che ho deciso di sottolineare. In un secondo tempo, per i protagonisti la clinica non fa parte ne di uno spazio tempo ne di uno spazio geografico. Le giornate sono ritmate dai racconti delle loro vite, a casa loro. Queste evocazioni si materializzano nel finale del film. Il ritorno a casa dei protagonisti è dunque un ritorno ad una vita, la loro prima dell’Alzheimer. Per una scelta semantica, ho deciso di girare in super 8 per tornare in questi luoghi che oggi, per loro, sono privi di senso.